Cosa c'entrano una vecchia panetteria di Oneglia, un paio di salatini che nessuno ha mai chiesto, e il nome di una casa vacanze?
C'entrano, perché vengono tutti dalla stessa persona. La casa è un piccolo appartamento a Oneglia, a pochi minuti a piedi dal mare, che affittiamo a chi vuole vivere la Riviera dall'interno: da dentro, non da turista. Si chiama Stella sul Mare. E Stella è mia mamma.
Per i primi sei anni di vita di mia figlia Emma, una volta al mese scendevamo a Imperia, di sabato mattina, da nonna Stella. E ogni volta, prima di tutto il resto, c'era una tappa fissa: il pane da Blengini, in Piazza San Giovanni, la piazza della chiesa. La scusa era portare il pane alla nonna; la verità è che era il pane di Emma, perché «prendere il pane» voleva dire prendere anche un pezzo di focaccia, da mangiare subito.
Oneglia, l'antica mappa dipinta in città.
La focaccia imperiese, da Blengini, è un colpo di fulmine: alta il giusto, unta il giusto, buona da mangiare calda. La pizza senza sugo, quella tipica da queste parti, è un altro discorso: è un amore che matura col tempo. E poi c'è la torta verde di trombette, che ho scoperto appena una settimana fa e mi ha conquistato al primo morso. Da Blengini è tutto un po' caro, non una cosa in particolare; ma certe cose non le misuri col prezzo.
Blengini, vista da fuori, in Piazza San Giovanni.
Blengini è una di quelle botteghe di famiglia. L'ha portata avanti per più di quarant'anni Franco Blengini, un fornaio che in città conoscevano tutti: era stato presidente dei panificatori della provincia, e per anni ha camminato nella processione di San Giovanni, qui a Oneglia, a pochi passi dal suo forno. Una presenza massiccia e la faccia buona di chi ama quello che fa. Oggi a tenere aperto è la famiglia; nel locale c'è la sua foto, ed è rimasto soprattutto il suo gesto. Lo fa la moglie, al banco: quando un bambino prende la focaccia, gli infila nel sacchetto un paio di salatini. Senza che nessuno li chieda.
Sembra niente, un paio di salatini. È invece la cosa che un bambino non dimentica. Emma, in un certo senso, con quei salatini ci è cresciuta: prendeva il sacchetto, usciva, e si sedeva sugli scalini del negozio a fianco a mangiarsi la focaccia. I salatini per ultimi, sempre. Era il sabato, era la nonna, era Imperia.
Il sacchetto di Blengini, Emma e i suoi salatini.
Oggi Emma è grande, ma quel rito non l'ha mollato. Una settimana fa siamo tornati, la prima volta a Stella sul Mare. E ogni mattina, nel nostro giro per Oneglia, eravamo di nuovo lì: lei dritta al banco, e dal sacchetto, di nuovo, i salatini. Non li aveva chiesti nemmeno stavolta.
I caruggi di Oneglia, vissuti da dentro.
Blengini, coi suoi salatini, è un pezzo dell'infanzia di Emma. Mia mamma è molto di più: è la ragione del nome, ed è troppo per stare in un paragrafo.
Quando ho dovuto dare un nome a questa casa non sono andato a cercare qualcosa di evocativo a tavolino: ho usato il suo. Perché Stella sul Mare vuole essere il posto dove ti senti come Emma su quegli scalini: accolto, e con in mano qualcosa in più di quello che ti aspettavi.
Ecco perché ci chiamiamo così. E perché qui trovi ricette, posti e storie: è la Riviera vissuta da dentro, cose da fare, da mangiare e da vedere come le fa chi a Imperia ci è cresciuto, non come le racconta una guida. Comincia da qui: scendi a prendere il pane.