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Stella
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Borgo Foce, il borgo dei pescatori di Porto Maurizio

Case colorate strette sul mare, scogli e barche: una scena da film, dall'altra parte di Imperia

Imperia è due città in una: Oneglia da una parte, Porto Maurizio dall'altra, separate dal torrente e da un'antica rivalità che ancora oggi fa sorridere. Io sono cresciuto da quel lato che dà su Oneglia, ma se mi chiedi qual è il posto più bello affacciato sul mare, dall'altra parte, ti rispondo senza pensarci: Borgo Foce.

È un borgo di pescatori, antico, alla foce del torrente Caramagna, proprio sotto la collina del Parasio. La prima volta che ci arrivi resti lì un attimo a guardare, perché sembra una scenografia: case rosa, gialle, color pastello, strette una addosso all'altra fino all'acqua, gli scogli neri davanti, e quando il mare è grosso le onde arrivano fin sotto i muri delle case. Non a caso sono costruite così, più larghe alla base, per reggere le mareggiate dell'inverno. Una scena da film, e non lo dico per dire: è uno di quei posti che, se ce lo mettevano in un film, ci credevi.

Le case colorate di Borgo Foce sugli scogli, con l'onda che si rompe e la collina alle spalle.Le case colorate di Borgo Foce sugli scogli, con l'onda che si rompe e la collina alle spalle.

Del suo passato di mare resta il porticciolo dei gozzi, le barche da pesca tipiche liguri, intitolato a un marinaio, Emanuele Aicardi. Da qui parte una delle passeggiate più belle di Imperia, quella che noi chiamiamo la passeggiata degli Innamorati: un sentiero a picco sul mare che collega Borgo Foce a Borgo Marina, e arriva proprio qui, alla Foce. Per chi vuole capire dove siamo: Borgo Foce è una delle tappe quando spiego come muoversi a Imperia, e la sua spiaggetta è tra quelle che racconto nelle spiagge di Imperia.

Fin qui la cartolina. Ma io a Borgo Foce ci sono legato per una ragione che la cartolina non racconta.

La mia festa di laurea

Quando mi sono laureato, la festa l'ho fatta qui. C'era, proprio in fondo al borgo, un locale storico, il Noname Drink Bar: uno di quei posti dove andavi a bere e finivi per restarci ore, con il mare a due passi e l'aria di salsedine addosso. Lì ho festeggiato la laurea con gli amici, e quella sera Borgo Foce è diventata per me molto più di un bel posto da fotografare. È diventata un ricordo.

E qui c'è la cosa che mi piace di Borgo Foce: è un posto che ha cambiato faccia più volte, ma è sempre rimasto sé stesso. Dove c'era il Noname, anni dopo, ha aperto un ristorante di pesce, il Nero di Seppia. E il Nero di Seppia, per la mia famiglia, ha voluto dire una cosa precisa: il fritto misto. Era il piatto preferito di mia figlia Emma. Ci andavamo, e lei sapeva già cosa avrebbe ordinato prima ancora di sedersi.

Il Nero di Seppia ha chiuso nel 2021, dopo dodici anni. Lo scrivo perché è giusto saperlo, e perché è la prova di quello che dicevo: i locali aprono e chiudono, le insegne cambiano, ma il borgo resta. Le case colorate sono sempre lì, gli scogli pure, e il fritto di Emma è diventato un ricordo che mi porto dietro ogni volta che ci passo. Non andateci cercando il Nero di Seppia: non c'è più. Andateci per il borgo.

Porto Maurizio visto dal mare: il promontorio del Parasio e, sotto, i borghi affacciati sull'acqua, tra cui Borgo Foce.Porto Maurizio visto dal mare: il promontorio del Parasio e, sotto, i borghi affacciati sull'acqua, tra cui Borgo Foce.

Cosa fare oggi alla Foce

Perché Borgo Foce, oggi, è un posto vivo, e va vissuto. Dopo la sistemazione di qualche anno fa è diventato quasi tutto pedonale, con i tavolini dei locali affacciati sull'acqua: ci si arriva a piedi, ci si siede, e si sta. La cosa più bella è proprio questa, il non fare niente con il mare davanti.

Per mangiare o bere, oggi, il punto fermo è il Foce Beach: lo stabilimento del borgo, una spiaggia attrezzata dentro una baia riparata, e soprattutto il chiosco-bar che resta aperto dalla colazione fino all'aperitivo. Ti siedi sul mare con un bicchiere di Pigato o di Vermentino — i bianchi di qui — e qualche piatto, e capisci perché la gente di Imperia alla Foce ci viene apposta. Non è la movida del porto di Oneglia: è il suo opposto, un posto sospeso, dove il tempo va più piano.

Se sei a Stella sul Mare, sei a Oneglia, ma Porto Maurizio e Borgo Foce sono a pochi minuti. E vale la pena attraversare il torrente, dimenticare per un'ora la vecchia rivalità tra le due città, e andare a vedere com'è bella l'altra metà di Imperia. Io lo faccio ancora, ogni volta che torno. E ogni volta, passando davanti agli scogli, mi torna in mente quella festa di laurea e il fritto di Emma.

Dove trovarlo

  • Borgo Foce
    Antico borgo di pescatori alla foce del torrente Caramagna, ai piedi del Parasio: case colorate sul mare, scogli, il porticciolo dei gozzi intitolato al marinaio Emanuele Aicardi. Oggi quasi tutto pedonale, con i tavolini dei locali affacciati sull'acqua. Il posto giusto per una passeggiata e un aperitivo vista mare.
    Borgo Foce, Porto Maurizio (Imperia)
  • Lo stabilimento del borgo: spiaggia attrezzata in una baia riparata, e soprattutto il chiosco-bar aperto dalla colazione all'aperitivo. Ci si siede sul mare con un bicchiere di Pigato o Vermentino e qualche piatto. Per mangiare o bere oggi alla Foce, è qui che mando.
    Borgo Foce, Porto Maurizio (Imperia)
Gianluca, host
È cresciuto a Oneglia. Scrive di quello che conosce.