C'è un test semplice per capire se in un posto si mangia davvero bene: guarda la lunghezza del menu. Più è corto, meglio è. Dai Pippi, a Borgo Marina, il menu sta su una lavagna e cambia con le stagioni. Più corto di così è difficile.
L'osteria è a Borgo Marina, il vecchio quartiere dei pescatori di Porto Maurizio, quello ai piedi del Parasio, la collina con le case strette una sull'altra. Oggi è la zona dei locali belli, ma l'odore di mare è rimasto lo stesso. L'indirizzo è Via dei Pellegrini 9. Dico subito una cosa che per un onegliese non è scontata: è a Porto, dall'altra parte del torrente Impero, e io ci vado lo stesso. Volentieri. Della vecchia rivalità tra Oneglia e Porto vi ho già raccontato, e questo posto è la prova che certi confini, davanti a un piatto fatto bene, non contano niente.
Dentro è piccolo. Pochi tavoli, niente di costruito, l'aria di quelle osterie dove il padrone ti riconosce alla seconda volta. La cucina la manda avanti da più di vent'anni Ivano, che qui chiamano Ivo: cucina ligure, ma con la testa, rinnovata senza tradirla.
L'ingresso dei Pippi e i tavolini fuori, all'ombra: il numero 9 di Via dei Pellegrini
E qui arrivo al punto che mi sta più a cuore.
Il pane, la focaccia e l'olio
Appena ti siedi, mentre scegli, arriva il pane. E la focaccia. Fatti da loro, non comprati. E arriva l'olio di qui, quello buono, in un piattino o da versare direttamente sulla focaccia ancora tiepida.
Adesso vi confesso una debolezza. Non vi dico quanto pane e quanta focaccia mi mangio aspettando le portate. È un problema serio. Tu arrivi con tutte le buone intenzioni, ti dici che oggi vai leggero, e poi ti trovi davanti questa focaccia fatta in casa, con quell'olio che sa di oliva taggiasca e niente altro, e la mano va da sola. Quando arriva il primo piatto, metà del cestino è già sparita. E confesso che è lo stesso identico vizio che mi prende dalla Padella alla Brace, l'altra osteria di Oneglia dove il pane se lo fanno in casa: comincio col cestino e arrivo al primo piatto già mezzo sazio, ogni volta.
Non è un difetto del locale. È un complimento. Vuol dire che anche la cosa più semplice, il pane che in tanti posti ti buttano lì tanto per riempire il tavolo, qui la fanno con cura. E l'olio fa la differenza. Non è un olio qualsiasi: è l'olio di queste valli, dolce, leggero, quello che a casa nostra non manca mai. Se vi prende la voglia di portarvene una bottiglia a casa, vi ho già scritto dove comprarlo, perché un buon olio è la prima cosa che cambia tutto, in cucina e su una fetta di pane.
Il menu che non cambia (quasi) mai
Adesso devo essere onesto, perché qui si dicono le cose come stanno.
Dai Pippi non ci vado spessissimo. E il motivo è proprio quello che lo rende speciale: il menu è cortissimo, e cambia poco. Pochi piatti, tutti di stagione, scelti uno per uno. È una scelta precisa, ed è una scelta giusta. Vuol dire che comprano quello che il mercato dà in quel momento, e non si inventano niente per riempire pagine. Vuol dire che ogni piatto che esce dalla cucina è una cosa che sanno fare benissimo, perché la fanno da sempre con la stessa materia prima.
Il rovescio della medaglia è che, se ci torni a distanza di un mese, è probabile che ritrovi quello che avevi già mangiato. Per questo io ci vado ogni tanto, non tutte le settimane. Aspetto che mi torni la voglia, e quando ci torno è quasi sempre un'altra stagione, con piatti diversi sulla lavagna.
A me questa cosa piace. In un mondo dove tutti vogliono il menu lungo, la carta plastificata con cinquanta piatti e le foto, un'osteria che ti propone quattro cose e basta è quasi un atto di coraggio. Ti stai fidando di loro. E loro non ti deludono.
Lo stoccafisso con le patate e le olive, uno dei piatti di pesce che ogni tanto compaiono sulla lavagna
Tra le cose che girano sulla lavagna, secondo la stagione, ci sono gli gnocchi, qualche raviolo, i piatti di pesce quando il pesce c'è. Il mio preferito in assoluto, quando lo trovo, sono gli gnocchi al Castelmagno: lo so, il Castelmagno è piemontese e con la Liguria non c'entra niente — ma il piatto è una cosa da non credere, e se lo vedo sulla lavagna ho già deciso. Ovviamente non c'è tutto l'anno: va e viene con la stagione, come tutto qui. Per il resto non vi faccio l'elenco, perché tanto la prossima volta sarà diverso. È proprio questo il bello.
Gli gnocchi al Castelmagno con il tartufo: il mio preferito, quando lo trovo sulla lavagna
Come ci si va
I coperti sono pochi e il posto è conosciuto, quindi prenotate. Si fa per telefono, e mettete in conto che dall'altra parte rispondono in italiano, com'è giusto che sia in un'osteria così.
Da Stella sul Mare è una cosa da poco: Oneglia e Porto Maurizio sono i due lati della stessa città, separati solo da quel torrente. Prendi la macchina, o anche solo la passeggiata sul lungomare se hai voglia di camminare, e in pochi minuti sei a Borgo Marina.
Un'ultima cosa, da onegliese a chi capita qui. Non andate dai Pippi con la fretta. Non è il posto del mangia-e-scappa. È il posto dove ti siedi, ti lasci portare il pane, te lo godi con l'olio, e aspetti con calma che dalla cucina escano quei pochi piatti fatti come si deve. Se avete fretta, andate altrove. Se invece volete capire cosa vuol dire una cucina che sceglie la qualità invece della quantità, qui siete nel posto giusto.
Io, intanto, controllo di non aver finito di nuovo tutto il cestino prima del primo.
Dove trovarlo
- Osteria dai PippiOsteria ligure minuscola a Borgo Marina, sotto il Parasio. Menu cortissimo sulla lavagna, tutto di stagione. Pane e focaccia fatti da loro, serviti con l'olio di qui. Pochi coperti, conviene prenotare (e in italiano).Via dei Pellegrini 9, Imperia (Borgo Marina, Porto Maurizio)
