Se c'è una cosa che consiglio sempre a chi mi chiede "cosa facciamo domani?", è una pedalata sulla ciclabile. Te lo dico con onestà: io, in bici, sono il primo a non essere un esempio, e la pedalata non è proprio il mio rito. Ma è una di quelle cose che profumano di famiglia, e a Emma piace un sacco. Non parlo di quella da ciclisti veri coi pantaloncini attillati, intendiamoci. Quella tranquilla, in cui ti fermi tre volte per un gelato e una volta perché tua figlia ha visto un granchio. È piatta, è sul mare, e in pratica non puoi sbagliare strada.
La pista nasce su un'idea semplice e geniale: nel 2001 hanno spostato la ferrovia più all'interno, in galleria, e il vecchio binario lungo la costa è rimasto lì, vuoto, con quel panorama che dal treno tutti guardavano per due secondi e poi via. Invece di lasciarlo morire l'hanno asfaltato e trasformato in pista ciclopedonale. Il nome ufficiale è Parco Costiero della Riviera dei Fiori, ma qui la chiamano tutti Area 24, dai ventiquattro chilometri del tratto originale tra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare. Il primo pezzo ha aperto nel 2008, poi negli anni l'hanno completato.
La novità vera, quella che mi fa scrivere questo post adesso, è che il 12 aprile 2025 hanno finalmente aperto il tratto di Imperia. Sono circa nove chilometri che attraversano la città e si agganciano alla ciclabile già esistente: l'ultimo pezzo, tre chilometri, collega Borgo Prino fino alla vecchia stazione di Porto Maurizio. Tradotto: oggi parti praticamente da casa, da Imperia, e arrivi a Sanremo pedalando sempre in piano, senza mai mettere il naso in mezzo alle auto. Una trentina di chilometri buoni di costa filati. Per chi come me ha vissuto vent'anni qui ed è abituato all'Aurelia stretta e trafficata, è ancora una piccola meraviglia poterci andare in bici con la bambina davanti senza stare col fiato sospeso.
La pista corre a filo del mare sul sedime della vecchia ferrovia, sempre in piano
La cosa che ai bambini piace di più sono le gallerie. Sono i vecchi tunnel ferroviari, quelli scavati nella roccia, e dentro ci entri che fuori ci sono trenta gradi e dopo dieci metri hai voglia di una felpa. Sono illuminate, quindi niente buio pesto, ma vi avviso onestamente: una in particolare, poco dopo San Lorenzo al Mare, è lunga più di un chilometro ed è bella umida, vicino com'è al mare. A me piace quel fresco improvviso, a Emma piace urlare per sentire l'eco. Se andate con bimbi piccoli che hanno paura del buio, sappiatelo prima, ma con la luce di sotto e i fanali delle bici non è mai un problema.
Una delle vecchie gallerie ferroviarie, scavata nella roccia e illuminata: dentro si sta freschi anche d'estate
Il bello è che non sei obbligato a fare tutto. La pista è un nastro continuo costellato di spiagge e calette, e ti fermi dove ti pare. Ci sono i lidi attrezzati con l'ombrellone, ma ci sono anche pezzi di scogliera e piccole insenature dove la gente del posto si butta col telo e basta. Noi spesso ci portiamo i costumi sotto i vestiti e decidiamo lì per lì dove tuffarci. Arma di Taggia, Santo Stefano, Riva Ligure, San Lorenzo: ognuno ha il suo lungomare, il suo chiosco, la sua focacceria. San Lorenzo al Mare in particolare è uno dei punti più scenografici, con il porticciolo e l'acqua a due passi.
Veniamo al pratico, perché è la domanda che mi fanno tutti: dove si noleggiano le bici. Il bello, stando da noi, è che non devi andare da nessuna parte: a Oneglia, a due passi dalla casa, sul Lungomare Vespucci c'è il punto Nolobici al Parco Urbano. Trovi city bike, mountain bike, e-bike (utilissime se sei fuori allenamento o hai da spingere un seggiolino in più) e l'attrezzatura per i piccoli, seggiolini e carrellini per chi ancora non pedala, da pochi euro l'ora. È una rete con più punti fino a Sanremo, quindi se vuoi puoi ritirare qui e riconsegnare altrove a metà strada. E se ti basta un giro veloce, all'ex stazione di Oneglia c'è Bolt, le e-bike e i monopattini che sblocchi con l'app. Insomma: esci dalla porta di casa, niente auto, e sei già in sella.
Famiglie a piedi e in bici lungo la pista, con le rastrelliere a due passi e le palme sul lungomare
Un paio di consigli da chi ci sbatte il muso ogni estate. Primo: andateci presto la mattina o nel tardo pomeriggio. Ad agosto, nelle ore centrali, la pista si riempie e tra famiglie, monopattini e gente che cammina vai piano per forza — il che con i bambini va benissimo, ma se sognavate la pedalata zen aspettate il fresco. Secondo: portatevi l'acqua. Le fontanelle ci sono ma non sempre dove ti servono, e sotto il sole il tratto scoperto scotta. Terzo, da informatico che si fida poco: ogni tanto qualche corsia viene chiusa per lavori sulle barriere o sulla manutenzione, quindi se programmate la gita controllate un attimo prima sui canali del Comune, così non vi trovate una deviazione a sorpresa.
La notizia bella è che la pista non si ferma, e verso levante il primo pezzo è già realtà: è l'Incompiuta, la ciclopedonale attorno a Capo Berta che da pochi giorni collega Imperia a Diano Marina filando sul mare. Da lì i lavori continuano — San Bartolomeo al Mare, Cervo, fino ad Andora nel savonese — e a regime la rete dovrebbe arrivare intorno ai quarantacinque chilometri. Se siete da queste parti tra qualche stagione, è probabile che si possa pedalare fino al borgo di Cervo direttamente sul mare. Per ora godetevi quella che c'è: è la gita più facile, più economica e più a misura di bambino che conosca in zona. E se invece volete una camminata senza bici, dalla casa è bellissima anche la passeggiata degli innamorati, un altro pezzo di costa che vale la pena.