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Sagre e feste dell'entroterra, estate 2026

Il calendario goloso dei borghi sopra Imperia: l'aglio di Vessalico, i ravioli di Vallebona, la cucina bianca di Mendatica, lo stoccafisso di Badalucco e tutte le altre

C'è un'altra Liguria che comincia dove finisce la spiaggia. Ti volti, lasci il mare alle spalle, e in mezz'ora di curve sei in un paese di pietra appeso a una valle, con il campanile, i caruggi stretti e, d'estate, quasi sempre una festa in corso. Da queste parti funziona così: ogni borgo ha la sua sagra, il suo santo, il suo piatto, e da giugno a settembre è un calendario fitto di serate in piazza, griglie accese e tavolate sotto le stelle.

Questa è una guida a quelle che, secondo me, vale davvero la pena salire a vedere. Non è un elenco di tutto quello che si muove tra le valli, sarebbe lunghissimo: è una selezione, le grandi prima e poi le altre raggruppate per valle, così sai dove ti stai infilando e cosa ci vai a mangiare.

Una cosa la dico subito, ed è importante. Le sagre di paese le organizzano le Pro Loco, gente che lo fa per passione, e le date a volte si fissano tardi o cambiano di un fine settimana. Qui sotto trovi quelle che per il 2026 sono già confermate dai calendari ufficiali, e te lo dico chiaro; per le altre ti do la finestra giusta (di norma a metà luglio, l'ultima domenica d'agosto, e così via) ma una telefonata o un'occhiata alla pagina della Pro Loco, prima di mettere su l'auto, falla sempre. Mai partire per una sagra dando una data per certa quando non lo è.

Le grandi, quelle da segnare in agenda

Si comincia dalla più antica e dalla più famosa. La Fiera dell'Aglio di Vessalico si tiene ogni anno il 2 luglio (nel 2026 cade di giovedì), e va avanti così, sempre quel giorno, da oltre due secoli e mezzo: una delle fiere più vecchie di tutta la Liguria. Si svolge tra i viali alberati del parco Canavai, su nell'alta Valle Arroscia, e quello che si compra è l'aglio di Vessalico venduto a resta, cioè a treccia, intrecciato a mano. È un aglio particolare, dal profumo intenso ma sorprendentemente digeribile, una piccola star della cucina ligure. Ci vai, ti porti a casa una treccia da appendere in cucina, e nel frattempo mangi e bevi tra le bancarelle.

La Fiera dell'Aglio di Vessalico, le reste vendute al parco CanavaiLa Fiera dell'Aglio di Vessalico, le reste vendute al parco Canavai

Poi c'è la festa che gli amici si segnano per primi, la Sagra del Raviolo di Vallebona, su nell'entroterra di Bordighera. Qui il raviolo è quello tirato a mano dalle donne del paese, e la sagra è così sentita che si fa due volte: nel 2026 le date sono già fissate, l'11 luglio e il 10 agosto. Due serate in piazza a mangiare ravioli come Dio comanda, con la musica e tutto il paese in festa.

Se invece vuoi capire davvero cos'è la cucina di montagna di queste valli, devi salire fino a Mendatica, il paese più alto della Valle Arroscia, per la Festa della Cucina Bianca, nel 2026 il 20 agosto. La cucina bianca è quella dei pastori delle Alpi Liguri, fatta con quello che c'era lassù in quota: latte, panna, patate, farina, porri, raviole e i sügeli. Niente pomodoro, niente colori forti, da qui il nome. La festa è un percorso gastronomico per i caruggi del borgo: cammini, ti fermi a ogni assaggio, e mangi piatti che hanno secoli di storia. Se ti piace l'idea, della montagna sopra Imperia ho scritto anche qui.

Due grandi sagre vere e proprie chiudono l'estate, già a settembre, e sono due istituzioni. La Sagra dello Stoccafisso di Badalucco, su in Valle Argentina, è una delle più antiche della provincia: lo stoccafisso alla badalucchese, in umido con patate, pomodoro, pinoli e olive taggiasche, servito in mezzo al borgo medievale. Si fa di norma la terza domenica di settembre, ma la data esatta del 2026 va riconfermata sui canali della Pro Loco. E la Sagra della Stroscia di Pietrabruna, su in Valle del Prino: la stroscia è quel dolce all'olio, povero e buonissimo, che non si taglia ma si spezza con le mani, e si festeggia insieme al patrono San Matteo, di norma nel fine settimana attorno al 21 settembre (anche qui, data 2026 da confermare).

C'è infine una festa che non è un solo giorno ma tutta un'estate. Le sagre di Poggio, la collina di Sanremo, sono un ciclo lungo che nel 2026 va dal 26 giugno al 28 agosto: settimana dopo settimana cambia il piatto protagonista, e si parte proprio con i ravioli. Se sei in zona Sanremo, lì c'è sempre qualcosa.

Le altre, valle per valle

Sistemate le grandi, ti porto in giro per le valli, perché le sagre piccole sono spesso le più genuine.

Restando in Valle Arroscia, oltre a Vessalico e Mendatica, c'è parecchio. A Rezzo si parte presto, già a fine giugno (la Festa del branda e cucina tipica, nel 2026 il 20 giugno) e si torna a metà luglio per la Sagra della Trota (18 luglio). A Cosio d'Arroscia, il paese dove nel 1957 nacque l'Internazionale Situazionista, c'è la Festa delle Erbe e della Lavanda (19 luglio), profumatissima. Il 25 luglio si sale ad Acquetico, frazione di Pieve di Teco, per la festa patronale di San Giacomo. A inizio agosto è il turno di Borgomaro con la Sagra degli spaghetti alla berettüna (1-2 agosto), e a Ferragosto di due belle feste di paese: ad Armo la Sagra du Pan Fritu, attorno a San Bernardo (14-16 agosto), e a Leverone (Borghetto d'Arroscia) la Sagra della Buridda, lo stoccafisso in umido, con la gara di bocce (15-16 agosto). Chiude Pornassio, paese dell'Ormeasco, con la Festa dell'Uva nell'ultimo fine settimana di agosto.

La collegiata di Pieve di Teco, cuore della Valle ArrosciaLa collegiata di Pieve di Teco, cuore della Valle Arroscia

Spostandoci verso ponente, nella Valle Argentina e nella Val Nervia, le feste hanno un'aria più antica. A Verdeggia, frazione di montagna di Triora, l'11 luglio c'è la Sagra della Madonna del Carmelo. A inizio agosto si mangia di gusto: a Castel Vittorio la Sagra del Turtun (2 agosto), una torta salata di verdure, e a Buggio, sopra Pigna, la Festa del Gran Pistau (6 agosto), il grano pestato nel mortaio, un rito contadino di secoli fa. Il 23 agosto Triora, il paese delle streghe, si trasforma per Strigora, una giornata tra magia e mercatini (di Triora e del suo museo ho scritto qui). A settembre, la seconda domenica, Molini di Triora fa la sua Sagra della Lumaca. E poi c'è Ceriana, il borgo a chiocciola: la sua Sagra della Salsiccia, la soussissa serianasca, si tiene di norma verso la penultima domenica di agosto, ma è una di quelle date da riconfermare ogni anno.

Più vicino a casa, nelle valli del Prino e dell'Impero appena dietro Imperia, ci sono le feste più comode da raggiungere. A Villa Viani, frazione di Pontedassio, c'è la Sagra della Lumaca e degli Spiedini, ormai oltre la cinquantesima edizione (25-26 luglio). Su a Carpasio (Montalto Carpasio) si fa festa due volte a fine estate, con la Frandura il 23 agosto e la Sagra della Carpasina il 30. E il 2 settembre vale la pena salire a Lucinasco, il paese del laghetto di Santo Stefano, per la festa di Sant'Antonino: è uno dei posti più belli di tutta la zona, festa o non festa. Da queste parti, dove il mare profuma già di colline, c'è anche tutta la storia dell'olio e dei frantoi: se l'argomento ti prende, l'olio di Dolcedo e i frantoi di valle sono un bel filo da seguire.

Una che non trovi qui (perché ha già la sua storia)

Manca, te ne sarai accorto, la festa più grande di tutte, quella di San Giovanni a Oneglia, con i fuochi sul mare a fine giugno. Non l'ho dimenticata: è talmente nostra, talmente legata al porto e alla città, che si merita un racconto tutto suo. Lo trovi qui, ed è il modo migliore per aprire l'estate prima ancora di salire per le valli.

Fuori concorso: Balla coi Cinghiali

Un'ultima dritta, e questa è davvero fuori zona — ma per chi ama la musica dal vivo merita il viaggio. Verso Savona, un'oretta abbondante da Oneglia, c'è un evento che da queste parti è una piccola leggenda: Balla coi Cinghiali, il festival di musica, birra e cinghiale che per anni ha fatto ballare mezzo Ponente. Nel 2026 torna nel Savonese in una nuova veste, Birra coi Cinghiali: tre serate al Parco di San Pietro in Carpignano, a Quiliano (SV), dal 17 al 19 luglio, con concerti rock e alternative italiani, le birre artigianali del Birrificio Altavia e street food, in mezzo al verde. Non è una sagra di paese e non è in provincia di Imperia, ma se sei da queste parti a metà luglio e hai voglia di una serata diversa, quella vale lo spostamento.

Il bello di stare a Oneglia è proprio questo: la mattina sei in spiaggia, e la sera, quando il caldo molla, prendi l'auto e in mezz'ora ti ritrovi in una piazza di paese a mangiare ravioli o stroscia, con la musica che rimbalza tra le case di pietra. Due Liguria in una giornata sola. Controlla le date sulle pagine delle Pro Loco, riempi il serbatoio, e va' a vedere.

Dove trovarlo

  • Fiera dell'Aglio di Vessalico
    Da oltre 250 anni, ogni 2 luglio, nel parco Canavai. Si comprano le reste (le trecce) del famoso aglio dell'alta Valle Arroscia, dal sapore intenso e digeribile. Una delle fiere più antiche della Liguria.
    Vessalico, Valle Arroscia (Imperia)
  • Sagra del Raviolo di Vallebona
    Due serate nell'entroterra di Bordighera, il raviolo tirato a mano del paese. Nel 2026 si fa l'11 luglio e il 10 agosto.
    Vallebona (Imperia)
  • Festa della Cucina Bianca di Mendatica
    Un percorso gastronomico per i caruggi del paese più alto della Valle Arroscia: i piatti 'bianchi' dei pastori delle Alpi Liguri (latte, patate, farina, porri). Nel 2026 il 20 agosto.
    Mendatica, Alta Valle Arroscia (Imperia)
  • Sagra dello Stoccafisso di Badalucco
    La festa-bandiera della Valle Argentina, di norma la terza domenica di settembre: lo stoccafisso alla badalucchese con patate, pinoli, olive taggiasche. Una delle sagre più antiche della provincia. Data 2026 da riconfermare in Pro Loco.
    Badalucco, Valle Argentina (Imperia)
  • Sagra della Stroscia di Pietrabruna
    Il dolce all'olio che si spezza con le mani, festeggiato insieme al patrono San Matteo, di norma il fine settimana attorno al 21 settembre. Data 2026 da riconfermare in Pro Loco.
    Pietrabruna, Valle del Prino (Imperia)
Gianluca, host
È cresciuto a Oneglia. Scrive di quello che conosce.