Il pesce, qui, ha un orario preciso. Nel primo pomeriggio i pescherecci rientrano al porto di Oneglia, scaricano le cassette, e sulla banchina si fa l'asta: il pescato del mattino che cambia di mano lì, a pochi metri dall'acqua da cui è uscito. È una cosa che da queste parti si dà per scontata, ma non lo è: vuol dire che a cena, in tanti dei posti che ti racconto, il pesce nel piatto la mattina era ancora in mare. Più corto di così, il viaggio dal mare alla tavola, non lo fai.
Questa è la guida gemella di quella di terra: lì salivo per le valli a cercare carne e ravioli, qui resto giù, al mare, dove la cucina è quella che a Oneglia si fa da sempre. E qui ti devo una confessione: il pesce, io, non lo mangio. Per questa guida non mi fido del mio gusto, ma di quello dei miei punti di riferimento a tavola: Alessandro, il mio amico chef; l'altro Alessandro, avvocato e palato finissimo da degustazione; Claudio, amico di una vita con cui ho diviso mille tavolate; e mio padre, che di cibo e di ristoranti se ne intende per passione di una vita. Questi sono i posti che loro giurano. Non è una classifica, e non sono recensioni: li trovi tutti qui sotto nel blocco con indirizzi e dettagli; qui te li racconto al volo, e per quelli che meritano una storia tutta loro ti linko mano a mano.
Si comincia dal porto, perché è lì che batte il cuore della cucina di mare di Oneglia. Sotto i portici di Calata Cuneo ci sono due posti che gli intenditori non si perdono. Il primo è Chez Braccioforte, lo storico: stesso ristorante dal 1892, stessa famiglia da cinque generazioni, le tovaglie vere e il pesce comprato ogni mattina all'asta lì davanti. È uno dei posti del cuore di mio papà, ed è lì che ama tornare quando si scende a Oneglia. Due passi più in là c'è l'Hostaria Besugo, che è la cucina di mare di una volta fatta come si deve: la buridda, lo zimino di seppie, i crudi freschissimi, dentro una sala di muri in pietra e volte con il forno a vista.
I pescherecci e le barche al porto di Oneglia, dove ogni pomeriggio si fa l'asta del pesce
Poi c'è l'occasione vera, quella della cena che ti ricordi. A Oneglia, il mio quartiere, c'è Salvo Cacciatori. La storia della famiglia comincia nel 1905, e da oltre sessant'anni è uno dei nomi che la Guida Michelin tiene buoni in Liguria. Qui non si scherza: lo stoccafisso all'onegliese, il piatto bandiera di casa mia, e il cappon magro, quella cattedrale di pesce e verdure che è la festa fatta piatto. Non è una cena da tutti i giorni, e neanche da budget da spiaggia, ma se cercate il posto giusto per festeggiare qualcosa, è quello.
Se invece vuoi qualcosa di più alla mano ma fatto bene, attraversa il torrente e vai a Porto Maurizio. Davanti al Teatro Cavour c'è l'Osteria Didù: è nella Guida Michelin, Bib Gourmand, ma non lasciarti spaventare, è un'osteria, semplice, con la terra e il mare nello stesso menu. E poco più in là, a Borgo Marina sotto il Parasio, c'è l'Osteria dai Pippi: menu cortissimo scritto sulla lavagna, pane fatto in casa, e quando c'è il pesce di stagione è tra le cose migliori che mangi in città. È minuscola, prenota.
Un piatto di gamberi rossi, come quelli di Sanremo che si servono sul porto
Torniamo un attimo al porto, perché lì sotto, sul fronte di Calata Cuneo che guarda le barche, c'è anche Damare Terra e Mare: tavoli all'aperto sull'acqua, crudi, il pescato del giorno e i gamberi rossi di Sanremo. È il posto giusto per la sera che vuoi mangiare pesce con il mare davanti senza fare chilometri.
E poi, se hai voglia di muoverti, la costa qui intorno regala due belle scuse per mettersi in auto. Verso ponente, una decina di minuti, c'è San Lorenzo al Mare, e accanto al porticciolo la Baia delle Vele: di giorno è stabilimento, la sera diventa cena di pesce quasi con i piedi nell'acqua. Verso levante, sempre un quarto d'ora, c'è Cervo, il borgo medievale arroccato sopra il mare: lassù il Serafino ha una terrazza a 180 gradi sul golfo che da sola vale la prenotazione, e ti porta il pesce con il tramonto incluso.
Infine, per i temerari delle gite più lunghe: a mezz'ora a ponente c'è Sanremo, e in centro, su corso Mombello, El Billi fa pesce e cucina mediterranea (e la pizza, per quando siete in compagnia mista). Non è Imperia, ma se vi spingete fin lì per il Casinò o il mercato dei fiori, è un buon indirizzo da tenere.
Onestà da local: il pesce buono non è mai a buon mercato, e gli orari di alcuni posti cambiano fuori stagione, qualcuno chiude un giorno in settimana. Una telefonata prima di scendere la fai sempre. Ma il bello è proprio questo ritmo: il mare detta i tempi, la barca rientra, e tu ti siedi a tavola con quello che ha portato.
Quando invece torna la voglia di carne, di ravioli, di un frantoio in fondo a una valle — e tornerà — la guida dove mangiare di terra è lì che ti aspetta. E per la serata, Calata Cuneo dopo il tramonto è un'altra storia ancora, da bere con calma sul porto.